Risposta breve: Le ricerche hanno mostrato che nelle persone con malattia gengivale cronica (parodontite) l'Alzheimer e altre forme di demenza sono più frequenti e che tracce di alcuni batteri gengivali sono state trovate nel tessuto cerebrale di pazienti con Alzheimer. Questi risultati, però, indicano un'associazione; non è dimostrato che lavarsi i denti prevenga l'Alzheimer. Una buona igiene orale, in ogni caso, previene la malattia gengivale ed è preziosa per la salute generale.
Negli ultimi anni capita spesso di imbattersi in notizie dal titolo "lavarsi i denti protegge dall'Alzheimer". Dietro queste notizie ci sono davvero studi scientifici interessanti; i titoli, però, spesso promettono più di quanto dicano i risultati. Per chi è curioso del rapporto tra spazzolamento dei denti e Alzheimer, in questo articolo spieghiamo con parole semplici che cosa hanno trovato le ricerche, i possibili collegamenti tra batteri gengivali e cervello, la differenza tra associazione e rapporto di causa-effetto e le conclusioni ragionevoli che se ne possono trarre per la vita quotidiana.
Che cosa hanno trovato le ricerche?
In breve, le ricerche hanno evidenziato che nelle persone con malattia gengivale cronica l'Alzheimer e altre forme di demenza sono più frequenti; ciò non significa, però, che la malattia gengivale causi l'Alzheimer. Gli studi in questo campo si possono raggruppare in alcune categorie principali:
- Studi osservazionali: In alcuni ampi studi, in cui migliaia di persone sono state seguite per anni, è stato riportato che nelle persone con parodontite o che avevano perso molti denti il declino cognitivo e la diagnosi di demenza erano più frequenti negli anni successivi. Anche le revisioni che riuniscono questi studi indicano un'associazione simile.
- Studi sul tessuto cerebrale: In uno studio pubblicato nel 2019, che ha avuto grande risonanza, è stato riportato che enzimi (gingipaine) del batterio Porphyromonas gingivalis, coinvolto nella malattia gengivale, sono stati trovati nel tessuto cerebrale di pazienti con Alzheimer.
- Esperimenti sugli animali: Nei topi, quando è stata indotta un'infezione con questo batterio per via orale, si è osservato che il batterio può raggiungere il cervello e aumentare l'accumulo di proteine associate all'Alzheimer.
- Sperimentazioni cliniche di farmaci: Il primo grande studio clinico condotto con un farmaco mirato agli enzimi di questo batterio non ha mostrato il beneficio atteso nel gruppo generale di pazienti. Questo risultato fa pensare che il quadro sia più complesso di quanto si credesse.
Che tipo di legame può esserci tra batteri gengivali e cervello?
Gli scienziati ritengono che la malattia gengivale possa influire sul cervello attraverso due vie principali: l'arrivo diretto dei batteri e dei loro prodotti al cervello e l'effetto indiretto sul cervello di un'infiammazione di basso grado persistente nell'organismo.
Nella parodontite le tasche gengivali formano una superficie infiammata che sanguina facilmente. Durante le attività quotidiane, come lo spazzolamento e la masticazione, da questa superficie batteri e prodotti batterici possono passare nel sangue. Alcuni ricercatori ipotizzano che queste sostanze possano raggiungere il cervello attraverso il sangue o attraverso le vie nervose.
La seconda via possibile è l'infiammazione. La parodontite cronica crea nell'organismo un carico infiammatorio che dura a lungo. L'aumento dei segnali infiammatori può influire anche sulle cellule immunitarie del cervello e contribuire al danno delle cellule nervose osservato nell'Alzheimer. Si ritiene che un meccanismo simile abbia un ruolo anche nell'associazione tra malattia gengivale, malattie cardiovascolari e diabete. In che misura questi meccanismi valgano nell'uomo, però, è ancora oggetto di ricerca.
Causa-effetto o solo associazione?
Le prove di cui disponiamo oggi indicano che esiste un'associazione tra malattia gengivale e Alzheimer, ma non dimostrano con certezza che l'una causi l'altro. Questa distinzione è importante, perché anche se due condizioni si presentano insieme, il legame tra loro può essere spiegato in modi diversi:
- Associazione inversa: Nelle prime fasi del declino cognitivo la persona può iniziare a trascurare l'igiene orale. In questo caso la malattia gengivale potrebbe essere una conseguenza, e non una causa, dell'Alzheimer. Poiché i sintomi della malattia iniziano anni prima della diagnosi, questa possibilità non può essere ignorata.
- Fattori di rischio comuni: Fumo, diabete, età avanzata, basso livello socioeconomico e sedentarietà aumentano il rischio sia di malattia gengivale sia di demenza. Le due condizioni potrebbero presentarsi insieme proprio a causa di questi fattori comuni.
- Un contributo reale: La malattia gengivale potrebbe anche contribuire davvero allo sviluppo dell'Alzheimer, in aggiunta agli altri fattori di rischio.
Per capire quale spiegazione sia più valida servono studi a lungo termine, ben progettati, che misurino direttamente l'effetto della cura gengivale sugli esiti cognitivi. Per questo oggi non è scientificamente corretto dire che "lavarsi i denti previene l'Alzheimer". L'espressione più corretta sarebbe: "la malattia gengivale è uno dei possibili fattori di rischio attualmente in fase di studio".
È utile tenere presente questa distinzione anche quando si leggono le notizie. Il risultato di un singolo studio, soprattutto se si tratta di esperimenti sugli animali o di ricerche con un campione ridotto, non dovrebbe trasformarsi direttamente in una raccomandazione per le persone. Il parere scientifico si rafforza quando numerosi studi condotti con metodi diversi danno risultati nella stessa direzione. In una malattia multifattoriale come l'Alzheimer è noto che molti fattori agiscono insieme, come l'età, la predisposizione genetica, la salute cardiovascolare, il sonno, l'attività fisica e la vita sociale; la salute orale può essere solo una parte di questo quadro complessivo.
In che modo la salute orale influisce sulla salute generale?
Il legame tra salute orale e salute generale non si limita all'Alzheimer. La parodontite è stata associata anche a diabete, malattie cardiovascolari, alcune infezioni polmonari e complicanze della gravidanza. In particolare, è ben noto che tra diabete e malattia gengivale esiste un rapporto bidirezionale: il diabete non controllato aggrava la malattia gengivale, mentre la cura dell'infiammazione gengivale può contribuire positivamente al controllo della glicemia.
Anche la perdita dei denti è un fattore importante che influisce sulla qualità della vita in età avanzata. Le persone a cui restano pochi denti, a causa delle difficoltà di masticazione, possono allontanarsi da verdura, frutta e alimenti ricchi di fibre; ciò riduce la qualità dell'alimentazione. Alcuni ricercatori ipotizzano che la funzione masticatoria stessa possa essere collegata al flusso sanguigno e alla stimolazione del cervello. Per questo la conservazione dei denti e la sostituzione adeguata dei denti mancanti dovrebbero essere considerate parte della salute generale.
Conclusioni pratiche: che cosa fare?
Anche se il legame con l'Alzheimer non è ancora chiaro, è certo che prevenire la malattia gengivale ha di per sé molti benefici. Per proteggere la salute delle gengive si consigliano i seguenti passi:
- Spazzolare i denti due volte al giorno per almeno due minuti con un dentifricio al fluoro, prestando attenzione al margine gengivale
- Pulire ogni giorno gli spazi interdentali con filo interdentale o scovolino
- Prendere sul serio sintomi come sanguinamento gengivale, gonfiore, recessione e denti che si muovono
- Fare un controllo dal dentista con la frequenza da lui consigliata, da ogni sei mesi a una volta l'anno, e se necessario la rimozione del tartaro
- Smettere di fumare; il fumo è uno dei fattori di rischio più forti della malattia gengivale
- In caso di diabete, tenere sotto controllo la glicemia
- Aiutare nell'igiene orale i familiari anziani, soprattutto quelli che hanno bisogno di assistenza
Per altre domande sull'igiene orale e sulla salute delle gengive può consultare la nostra pagina delle domande frequenti.
Quando fare una visita ad Ankara per la salute delle gengive?
Se le gengive sanguinano quando si lava i denti, se nota arrossamento, gonfiore o recessione delle gengive, o se non fa un controllo dentistico da molto tempo, è il momento giusto per sottoporsi a una visita. Poiché nella fase iniziale la malattia gengivale progredisce spesso senza dare dolore, i controlli regolari sono importanti. Nella nostra clinica a Oran, Çankaya, valutiamo la salute delle Sue gengive, pianifichiamo la pulizia e i trattamenti necessari e Le diamo consigli per la cura quotidiana adatti a Lei.
Domande frequenti
Lavarsi i denti previene l'Alzheimer?
Le attuali prove scientifiche non dimostrano che lavarsi i denti prevenga l'Alzheimer. Anche se le ricerche hanno evidenziato un'associazione tra malattia gengivale e Alzheimer, un rapporto di causa-effetto non è stato dimostrato. Lo spazzolamento regolare, comunque, previene la malattia gengivale ed è importante per la salute generale.
A quali malattie è associata la malattia gengivale?
La malattia gengivale cronica è stata associata a diabete, malattie cardiovascolari, alcune infezioni delle vie respiratorie e complicanze della gravidanza. Tra queste, la più studiata è l'associazione con il diabete, che è nota per essere bidirezionale. I meccanismi delle altre associazioni sono ancora oggetto di ricerca.
Perché il sanguinamento gengivale va preso sul serio?
Il sanguinamento gengivale è per lo più il primo segno dell'infiammazione delle gengive. Se trattata precocemente, la gengivite è di solito reversibile. Se non viene curata, può evolvere in parodontite, che colpisce l'osso intorno al dente.
Come posso aiutare i miei familiari anziani nell'igiene orale?
Per le persone con ridotta destrezza manuale, gli spazzolini con manico spesso o elettrici possono semplificare l'uso. È importante verificare con delicatezza che lo spazzolamento venga fatto regolarmente e aiutare nella pulizia delle protesi. Non saltare i controlli regolari dal dentista permette inoltre di accorgersi precocemente dei problemi.




